mercoledì 16 settembre 2009

Giorgio Scerbanenco - I milanesi ammazzano il sabato





Ditemi quando vi capiterà nella vita di leggere un libro che non tanto parla della città nella quale vivete, cosa rara ma possibile, ma addirittura che cita e si sofferma su di un avvenimento ambientato due vie dopo casa vostra.

Così inizia il mio secondo incontro con Giorgio Scerbanenco che oggi ci regala il suo I milanesi ammazzano il sabato, ennesimo capitolo della serie di libri dedicati alle indagini di Duca Lamberti, medico-detective.

Vi avevo già parlato dell'ottimo Traditori di Tutti e ora mi ritrovo davanti ad un libro che precede di qualche anno gli avvenimenti del romanzo sopracitato. Infatti non sto per nulla seguendo il senso logico della collana in questione che invece vorrebbe:

- Venere privata (1966,Garzanti)
- Traditori di tutti (1966,Garzanti)
- I ragazzi del massacro (1968,Garzanti)
- I milanesi ammazzano il sabato (1969,Garzanti)

Ma poco importa, il senso della vita di Duca Lamberti è perfettamente gustabile anche così. Anzi, una certa confusione ricalca meglio lo spirito del protagonista, una diapositiva da colletto sbottonato, cravatta allentata e cenere di sigaretta sul pavimento.

Ma questa volta c'è una ragazza alta, bionda, bella e minorata mentale che mani assassine hanno rapito dal padre e fatta ritrovare carbonizzata in un cumolo di sterpaglie nel lodigiano.

E allora la lotta si fa continua, snervante per Duca Lamberti che deve indagare: prostitute, papponi, case chiuse e bettole per capire come abbia fatto una donna con problemi psichici a passare da una clausura forzata in casa (i suoi problemi la spingevano a fidarsi di tutti) a una fine così tragica.

E nel mentre si passerà anche da Via Ferrante Aporti, poco distante da casa mia. Un brivido in regalo dal già generoso Scerbanenco che per indole letteraria sa donare atmosfere unische al lettore.

Perchè la sua penna va a disegnare (più che scrivere) l'uomo e la sua realtà. Non tanto infatti un concetto vago d'umanità, ma il sudore, la fatica, la sessualità, la paura, il riposo, la felicità dell'umano che risiede in Milano, pentolone traboccante di una vita sempre sul limite della normalità.

Insomma, se Traditori di Tutti poteva avermi colpito, questo I milanesi ammazzano al sabato conferma la sensazione d'essere davanti ad un autore veramente magico del noir/giallo italiano.

Ad ogni libro il gusto si rafforza.
Che dono.

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