martedì 1 settembre 2009

Giorgio Scerbanenco - Traditori di tutti






Ritorno alla lettura casualmente: compro La Repubblica per riempire il tempo che passa tra l'arrivo in spiaggia e la ripartenza verso casa (uno strano cammino tutto moderno, ci sarebbe veramente da studiarlo).

Leggo la pubblicità di questo libro dato con un minimo sovrapprezzo e vengo colpito dalle poche righe rissuntive. Parlano di una Milano (perchè ce ne sono tante), parlano di una macchina che scivola nel naviglio, parlano di un libro del genere "noir", che poi sarebbe un "giallo", che poi sarebbe allora un "giallo-nero", colore che amo molto.

Insomma comperato e letto (quasi) tutto d'un fiato (infondo, ripeto, IONONSOLEGGERE). Che dire? Testo appartenente ad una "serie" dedicata alle "avventure" di un certo Duca Lamberti, un po' medico, un po' detective, un po' uomo, di quella umanità sicura ma anche tremante.

Il resto scorre, come le acque del naviglio, tra normalità di una Milano che continuo ad amare (e solo un nato a Milano può trovare il coraggio) e la violenza di una città che nasconde misteri, personaggi e storie che addirittura affondano le proprie (vergognose) radici nel secondo conflitto mondiale.

Traditore di tutti. Ottimo per essere un giallo che si fa nero.
Abbinamento cromatico perfetto.

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