domenica 23 novembre 2014

R. Besola A. Ferrari F. Gallone - Operazione Rischiatutto Milano 1974




"Che poi dopo mesi che non l'aggiorni il blog non ha più senso...", continuavo a ripetermi  da settimane le parole di Stefania che rimbalzavano nel mio cervello ad ogni rampa di scale, nel mentre con il fiatone raggiungevo il quarto piano dove abito e da dove di solito aggiorno questo spicchio di internet.

"Dai Fra, stasse si scrive, me lo prometti?" e la chiave stava già girando nel portoncino, "Sì tesoro, promesso", anche se le mie parole erano suonate come un'ennesima scusa in questo periodo di stanchezza lavorativa... e poi, dopo il solito rituale di mettere a posto con il piede il tappeto del vicino, un altro colpo di chiave aveva cancellato il pensiero traghettandomi negli odori buoni di casa (sposare una pugliese ha i suoi molti vantaggi).

La scena che mi trovai davanti credo sia stata la cosa più spaventosa che io abbia mai assistito nella mia breve vita: nella piccola sala dalle piastrelle anni '30 tre persone legate alla sedia, imbavagliate e che soprattutto (purtroppo) rispondevano al nome di Riccardo Besola, Andrea Ferrari, Francesco Gallone, e di fianco a loro mia moglie che soddisfatta stava spadellando in cucina... "tesoro, sei tornato, finalmente, ti ho fatto una sorpresa, diciamo, per farti venire l'ispirazione di recensire il libro di questi tre debosciati".

L'attimo nel quale realizzai d'essere nella merda era anche troppo tardi per pensare che la sincerità coniugale fosse un valore e che forse avrei dovuto raccontarle che ancora una volta quei debosciati - criminali ancor prima che ottime penne della tradizione scerbanenchiana - avevano buttato fuori un libro perché per colpa mia un altro loro piano era saltato...

Sì perchè il bello di Operazione Rischiatutto è che ti sembra una storia vera, quotidiana nelle sua straordinarietà. I tre personaggi sono quelli del fortunato Operazione Madonnina, gli altri, vorticosamente raccontati come figli di una Milano classe 1974, creano un mosaico umano del tutto credibile, addirittura "canovacciosamente" più pulito rispetto al precedente.

"Ma sei pazza tesoro, cioè dico, ok che l'ultima volta mi hanno quasi ammazzato, ma c'era motivo di rapirli, e per il cielo, come diamine hai fatto si può sapere?". 

Stefania mi guardò con quegli occhi tipici della moglie che spiega al marito perchè non si stendono le magliette per le spalle... "Ma con il cloroformio, uno ad uno, no?".

Mettendo giù la borsa di lavoro e togliendomi la giacca vidi che i tre respiravano ma erano ancora addormentati. Mi venne in mente che Operazione Rischiatutto era in fondo un bellissimo libro proprio per quella capacità che avevamo noi quattro, loro e io, di metterci nei guai e poi di quei tre di tentare di ammazzarmi, dopo aver tentato di recuperare le perdite economiche con un libro.

Quindi ora ve la devo contare giusta qual'é la vera verità su questo romanzo che, nonostante ora mi stia constando una fuga nascosto da parenti, narra una storia assolutamente divertente e anche ricca di suspense.

In pratica quando abbiamo sbagliato il colpo alla Madonnina (per colpa mia) Riccardo, Andrea e Francesco mi hanno risparmiato la vita tirandomi in mezzo ad un altro colpo che a loro detta era sicuro e che, sfruttando il mio lavoro di ufficio stampa per il mondo dello spettacolo, doveva essere anche semplice da mettere in pratica.

E il piano era anche fattibile, tanto che Operazione Rischiatutto vi farà sentire d'essere parte della nostra banda brancaleonesca che, sempre per una questione di sincerità, devo però dipingere nelle sue differenze rispetto al romanzo: eravamo nel 2014 e non nel 1974, io non ho accento napoletano, non faccio l'autista e soprattutto la nostra gallina dalle uova d'oro non aveva accento americano, ma era molto molto abbronzato, toscano e onnipresente sul piccolo schermo italiano.

Detto questo il libro è da leggere assolutamente, nonostante tutte le precisazioni precedenti "e anzi dovrebbero darti qualcosa perchè continui a garantirli successo a questi tre fess" disse mia moglie con perfetta cadenza salinara, afferrando il coltello e tagliando le funi che li tenevano legati.

Cosa fare ora di questi criminali (sfigati), ma ottimi scrittori?
E cosa avrei fatto io che non ero né uno né l'altro?

"Leggeranno il prossimo libro tesoro per sapere come è andata a finire, tu vieni a tavola!".

Buon appettito allora a me.
E buona lettura a voi.

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