lunedì 10 giugno 2013

Nick Hornby - Non buttiamoci giù



Un tetto di un palazzo, un'alta discrepanza tra il numero di chi sale con l'ascensore/scale e chi scende con tali mezzi, quattro persone in crisi, una notte speciale come quella di capodanno e un destino che ama scherzare. Questo, più o meno, è il menù preparato dal londinese Nick Hornby per il suo Non buttiamoci giù.

Ovviamente il tema centrale, come avrete capito, è quello del suicidio. Direte che pesantezza. Avete ragione. Però la grandezza di questo libro sta nel riuscire a far ridere, a sollevare, a dare speranza, senza scappare da quello che è ineffetti un tema doloroso quanto spaventoso.

Ma facciamo un passo indietro e presentiamo i protagonisti: su quel tetto, decisi a farla finita per i più diversi motivi troviamo, in una grottesca competizione di "vai tu, no ci sono prima io, ehy ma tu chi sei?" Martin (ex anchorman di successo che ha perso tutto per essere andato a letto con una quindicenne), Jess (sboccatissima adolescente appena mollata dal ragazzo), JJ (americano, musicista, fallito nel tentativo di diventare rockstar) e Maureen (donna che ha sacrificato tutta la sua vita per accudire il figlio disabile 24/7).

Come detto si trovano contemporaneamente sul tetto del palazzo di Londra ridenominato Casa dei Suicidi e contemporaneamente decidono di farla finita, o meglio, vorrebbero, o meglio, iniziano ad ostacolarsi a vicenda, o meglio capiscono che forse non ne sono capaci, stringendo così alla fine di questo turbinio di spintoni e insulti reciproci un patto veramente speciale.

Sei mesi dopo sarebbe stato San Valentino, un'altra festa che, per chi è solo, è pesantissima da digerire. Propostona: perchè non rimandare a quella data un possibile suicidio e nel frattempo vivere insieme aiutandosi per quanto possibile? A San Valentino ognuno avrebbe poi deciso il da farsi...

Da qui parte una storia che fa ridere, sorridere, preoccupare, piangere, in ordine sparso.

Nick Hornby, con una grossa dose di tipico umorismo anglosassone, traccia un racconto a più voci, quasi teatrale, dove non ci sono facili soluzioni, sentimentalismi, pessimismi assoluti o vie impercorribili.

Insieme a questa sgangheratissima gang di aspiranti suicidi ogni pagina dà fiducia e allo stesso tempo insegna, probabilmente involontariamente, l'unica verità che ogni uomo prima o poi deve affrontare faccia a faccia: niente è semplice, per nessuno, e solo la cooperazione, tra una montagna di sfighe e benedizioni silenziose sparse, può dare un senso alla propria vita.

Solo attraverso un nuovo "noi" i quattro potrebbero trovare forse un nuovo "io", insomma.

Vi chiederete..... si sono uccisi poi?

Ma secondo voi ve lo vengo a raccontare?
Corrette in libreria subito e divorate questo Non buttiamoci giù.

Un libro che spesso dice la verità.
Catartico tendente al grottesco.
Strana coincidenza di sensazioni.

Consigliato.




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