domenica 2 gennaio 2011

Scerbanenco - Racconti Neri





Non ci credete, vi conviene.

Il titolo di questa raccolta di racconti del nostro Scerbanenco mente. Forse anche perchè l'indimenticato maestro del “noir all'italiana” è appunto riconosciuto e ricordato soprattutto per i suoi centinaia di racconti su sfondo nero.

Racconti Neri, edito da Garzanti, è una corposa raccolta di brevi storie (una quindicina di pagine ognuna) usciti tra il 1959 ed il 1969, anno della morte dell'autore, su diversi rotocalchi femminili come Novella 2000 o Annabella (incredibile ma vero).

Questo volume raccoglie i migliori racconti “neri”... così ci viene presentato il libro sul retro della copertina: quanto di meno preciso mi verrebbe da obiettare conoscendo la bibliografia dell'autore.

Sì, perché a differenza della ben più nera raccolta rappresentata da Milano Calibro 9, questa invece include molti capolavori in bilico tra il rosa dell'amore, il rosso della passione e soprattutto tonalità di grigio che poche volte sfociano nel nero più pesto al quale Scerbanenco ci ha ben spesso abituato soprattutto nei suoi romanzi.

In questi racconti la sua penna sublime (o meglio dovremmo dire la sua macchina da scrivere, visto che non se ne distaccava mai, anche in vacanza sulle spiagge romagnole) apre più di una volta il cuore del lettore alla speranza di un cielo rosso che spacca le nuvole grigie di un presente plumbeo.

L'amore non è solo un sollievo vano al dolore come spesso accade nel noir scerbanenchiano. No, in questo Racconti Neri, può succedere che l'amore apra la vita di anime dannate ad un insperato purgatorio, se non addirittura paradiso.

Anzi, azzardo a dire che i migliori tra questi racconti sono proprio quelli che hanno tutto sommato un lieto fine, come per esempio lo stupendo L'uomo più solo del mondo o quello che chiude questa lunga raccolta, Un treno per morire e per amare.

Quindi non credete a ciò che il libro promette dal titolo e che forse appartiene più al luogo comune che tipicamente sorregge il discorso di chi recensisce sinteticamente la produzione letteraria di Scerbanenco.

No, questo libro rappresenta indirettamente la bravura dell'autore milanese nel mescolare sapientemente delle trame avvincenti con i mille sentimenti che sorreggono la vita di un essere umano.

Dall'amore alla paura, dalla vergogna alla passione, dalla pietà alla spietatezza, in un dipinto dalle mille tonalità nel quale il colore “noir” è solo una piccola sfumatura sulla tela dove è dipinta la vita degli esseri umani.

Racconti umani.
Sempicemente umani.
Altro che “neri”.

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