lunedì 11 ottobre 2010

Jericho: e arrivò quel giorno






Mettetevi il cuore in pace: le serie televisive consigliate su questo blog sono sempre annullate in anticipo per mancanza di pubblico. Quindi fatevene una ragione. Ciò che piace a me e probabilmente a voi non è gradito al grande pubblico, dura lex sed lex.

Ospite speciale questa volta è Jericho, telefilm del 2006 e sopravvissuto nel paese a stelle e strisce fino al 2008.

Tra la prima e la seconda stagione è però successa una cosa inaspettata: il network, intenzionato a cancellare la serie, ci ha ripensato sotto la pressione di un'efficace petizione di fans incalliti e soprattutto incavolati, permettendo così la creazione di altri sette episodi.

Quindi, ricapitolando, in totale, ventinove puntate in tutto e una storia che veramente si presenta come avvincente, nuova e quindi molto godibile in un mare invece di "cose già fatte" e "storie già viste".

Siamo a Jericho, ridente paesino del Kansas, dove il granturco cresce rigoglioso e le persone sono felici nella loro fetta di sogno americano fatta di pick-up impolverati e cappelli dalla visiera larga.

Un giorno però la vita cambia, bruscamente e nel modo che solo i brutti sogni possono aver raccontato prima: un numero sconosciuto di bombe nucleari rade al suolo le più importanti città americane, Washington compresa.

Nessuno sa niente, nessuno può sapere niente.

Le telecomunicazioni solo saltate, internet pure, impossibile capire se la propria amata nazione sia sotto attacco di una potenza internazionale o di qualche organizzazione terroristica interna.

Insomma, niente di niente, solo angoscia.

Da questo avvenimento si districa la nuova vita di Jericho nel tentativo di sopravvivere ad un mondo dove non c'è più legge, dove la tecnologia oramai non serve più e dove il cibo, conteso da tutti i villaggi sopravvissuti, è sempre di meno.

Intrecciato in questa tela anche la vita del protagonista, Jack, figlio del sindaco di Jericho, ritornato proprio in tempo per il disastro nucleare e per tentare di liberarsi delle ferite dell'anima che l'hanno portato lontano per così tanti anni.

In più, tanto per aggiungere mistero, prima delle bombe, ecco che in città compare uno strano personaggio con la sua silenziosa famiglia. Un personaggio che in cantina nasconde un segreto, forse la chiave per comprendere chi ha portato il disastro nucleare proprio nel cuore dell'America.

Insomma, mistero, azione, sentimento in abbondanza per una produzione che pecca solo nei non eccelsi effetti speciali e in certe location che non rendono giustizia a pieno a un copione invece fresco ed interessante (leggasi le scene invernali probabilmente girate fuori stagione e gli incendi digitalizzati).

Però il progetto è buono, articolato, avvincente.
L'episodio successivo si fa desiderare sempre alla fine di ogni puntata.

In poche parole una delle tante serie televisive annullate senza un motivo plausibile, ovviamente se non si valuta come tale il semplice fatto che un grande pubblico non segua in massa il prodotto.

Ma non si può piacere a tutti.
Per fortuna.

Nessun commento:

Posta un commento