domenica 3 gennaio 2010

Un binario chiamato 2010







Eccoci qua e buon anno a tutti e a tutte.

Binario, scelta secondo me azzeccata per inaugurare altri trecentosessantacinque giorni sotto le stesse quattro cifre.

Binario perchè sono profondamente convinto che tutti noi abbiamo un binario da seguire, un binario che è poi la vera essenza del nostro esistere al mondo, un binario che ci porta ad essere quello per la quale siamo stati creati.

Un binario che viaggia sempre accanto ad un altro e accanto ad altri: l'uomo solo è un uomo morto, dentro prima che sulla cartella clinica. Abbiamo bisogno dell'altro per essere quello che siamo e ancora di più per capire dove la vita ci porterà.

Nel mio piccolo caso ci sono due cantieri ancora aperti, uno dei quali voglio chiuderlo proprio in questo 2010. Infatti, tra molteplici impegni, sto scrivendo una raccolta di poesie e anche un romanzo.

Sia l'uno che l'altro parte e arriva dalla e nella mia Milano, un modo per ringraziare profondamente una città che, nonostante tutte le ruvidità, non ho mai smesso d'amare.

Ovviamente la raccolta delle poesie é dei due progetti quello che voglio portare in porto per primo. Il romanzo invece, molto più complicato nella sua struttura, lo cucinerò con calma.

Binari, strade obbligate che si percorrono per scoprire dove si va e fin dove si è capaci di procedere. Non si sceglie dove andare, ma il viaggio è comunque una continua avventura.

Magari passando anche dalla fermata "lavoro".
Magari.

Buon 2010 a tutti, sempre in viaggio, sempre vivi.

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