venerdì 19 ottobre 2012

Gamba the lenk - Tunes 2006/2010





Chiudi la bottiglia, serri l'armadietto dei liquori e barcollante vai verso la stanza da letto maledicendo il momento nel quale hai visto ciò che hai visto, tra la nebbia i lampioni e quel tram che sfrecciava accanto al naviglio ghiacciato. Era un maledettissimo folletto, di quelli dispettosi, di quelli che, di quelli che... mi devo fare un altro bicchiere.

Nome in codice Gamba the lenk, questo è il nome del folletto, un po' milanese e un po' siculo, spalleggiato dal suo amico di stesse dimensioni Catchy, addetto ai piatti e ai rumori molesti in synth. Assolutamente irrefrenabile, dispettoso, ama l'erba gatta e si palesa ovunque ci sia un colletto bianco, banca, multinazionale, potere occulto a cui far dispetto.

Finita bottiglia. Me ne serve altro di alcol per continuare...  è che io non ne volevo nemmeno parlare: non mi piace quando sotto i baffetti se la ride parlando costantemente di come cerca ossessivamente tutto il giorno l'erba gatta, di come la sogna e poi alle volte è proprio uno sborone, con le follette, spalleggiato dai suoi amici che da tutta Italia accorrono per le sue scorribande...

Dove sono le mie sigarette? Eccole, una, accendo. Però diamine se è simpatico, e oltretutto sa anche essere dannatamente profondo, tra un peto e un altro, come quando lo incontrai a Cadorna e lo vidi intonare Dibadman che ne sai, una poesia per chi, non più folletto, ama rappare di roba cattiva, per farsi grosso e gradasso... cosa che Gamba odia, lui, troppo circense...

Ci sa fare questo folletto. Piove, diamine. L'odore della strada bagnata, che amo, mi ricorda che vivo in una città molto inquinata. Mi appoggio alla balaustra e guardo scorrere le acque limacciose del naviglio. Inquinato, già. Ma Gamba the lenk me lo disse, a suo modo, con la sua Se ilmondo facesse pull up. Ne sa questo nano puzzone, maledetto.

Ma, infondo, le follette sono la sua passione e se non è troppo impegnato, lui, un po' folletto galante e un po' folletto incontinente si appassiona, e molto, soprattutto a quelle danzanti (perché ne esistono), ancora peggio se con sé porta il folletto di Bari vecchia (e nuova) Keedo. Nebbia e pioggia. Non ci voleva. Brrr...

Tossisco, maledetto tabacco, maledetta influenza e a quel paese anche il venditore di rose che mi vuole costringere a coltivare il pollice verde, quando invece mi verrebbe spontaneo alzare un altro dito... e invece lo vedo li, Gamba the lenk, dal basso di una pensilina del tram, mentre urina sulle scarpe di un “fighetto”. Mi guarda scontroso indicandomi poi, con la fontanella accesa, uno schermo in una vetrina che rimanda una news dell'ultima ora... leggo solo Rapina... il resto non lo capisco...

Cof, cof, cof... maledetto lui, il bere, la pioggia, le sigarette e questa città... no, questa città no. Milano, l'unico luogo dove si possono incontrare dei folletti canterini, in rima, e che amano l'erba gatta, il tutto appoggiandosi alla ringhiera di una canale.

Che razza di città.
Maledetto folletto puzzone.
Altra bicchiere barman...

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