martedì 18 settembre 2012

Miles Burton - La sciarada dei tre corpi






Regolare, lineare, intuitivo, ogni tessera matematicamente al suo posto, goduria per uno come me che stima la scrittura chiara e i passaggi logici ben manifesti, fumo negli occhi per chi invece ama non capirci nulla già dalla seconda riga.

La sciarada dei tre corpi è un giallo di Miles Burton, pseudonimo di John Street, il suo vero nome, la sua vera identità che squisitamente cola tra l'inchiostro della macchina da scrivere: Maggiore dell'esercito britannico e nella prima guerra mondiale esponente dei servizi segreti di sua maestà, sezione "propaganda".

Se state pensando quanto sia noioso invece il vostro mestiere, non siete soli... però, non divaghiamo, ed entriamo direttamente nel cuore di questo romanzo, classe 1944, un'opera veloce da leggere ed esteticamente contemporanea (leggasi 68 anni e non sentirli, solo i migliori).

Profonda campagna inglese a forma di paese inquietante. A Goose Common c'è di sicuro un problema se una gentilissima signora che sta raccogliendo le offerte per un ospedale viene rinvenuta cadavere in un placido quanto limaccioso torrente. E direi che non tutto torna se ad affollare il luogo ci sono anche ex terroristi, criminali pentiti, truffatori, tutti più o meno nascosti dietro saluti cordiali e casette in legno da dipingere che farebbeo felici la nostra cara Barbara di RealTime.

A gestire le indagini la coppia di poliziotti di città, l'ispettore Arnold e l'amico Merrion, per un caso che, ovviamente, con tutti sti scheletri negli armadi non può che complicarsi ad ogni passo, ad ogni scoperta, ad ogni alba e ad ogni tramondo.

Come anticipato siamo davanti ad una narrazione chiara, ad un'indagine di stampo classico, serrato, che dà al lettore quello che il lettore chiede ad ogni giro di pagina: "voglio sapere cosa succede". Miles Burton non nega la risposta, se non brevemente, per concludere il puzzle in duecento avvincenti quanto veloci pagine.

Da sottolineare la forte e riuscita caratterizzazione dei vari personaggi (tutti prime donne, oserei) e di quello più geniale che di sicuro nessuno avrebbe mai pensato di citare in una recensione... il grandissimo papero Rommel, presentato come lo spauracchio piumato di tutti i bambini (ma non solo) di Goose Common. Semplicemente delizioso.

Nella tipica edizione giallastra a marchio Mondadori non poteva mancare un piccolissimo romanzo bonus, in questo caso Fiori per Diana di Fabio Novel, un'ottima idea, peccato solo sviluppata come racconto breve. Comunque toccante.

Un librettino da sole, albero, ombra, filo d'erba in bocca.
In attesa che dal vicino fiume un corpo affiori... puntuale.
Benvenuti a Goose Common, mannaggia...



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