giovedì 17 maggio 2012

Community: lasciate ogni milza o voi che guardate



Ammetto il misfatto: mi sbilancio a recensire un prodotto avendo visto solo 6 puntate, non consequenziali, partendo dalla terza stagione... ma si può?

Ma certo che si può se il telefilm in questione si chiama Community (NBC negli States, su Comedy Central - canale 122 di SKY - qui da noi). Un prodotto seriale votato completamente alla demenzialità, di quella demenzialità che solo gli statunitensi riescono a partorire alle volte... di quella demezialità che spazza in un sol colpo non soltanto la nostra spesso becera e atrofica comicità, ma anche tutte le opere a stelle e strisce che erroneamente vengono elencate nel genere (leggasi Porky's, Scary Movie, American pie e compagnia bella).

Confusi? Ottimo, perchè dalla visione di questo telefilm non potrete che uscirne con le lacrime agli occhi e la milza dolorante, sensazioni che ovviamente distorceranno un po' la vostra sempre lucida visione d'insieme.

Con Community entrerete nel gruppo di studio più improbabile d'America, nel college più disastrato d'America in compagnia di Jeff, ex avvocato beccato ad esercitare senza laurea e quindi rispedito al via, Britta, ex tossicodipendente in via di redenzione, Pierce multimilionario sessista, razzista, omofobo (ma dal cuore d'oro), Abed pachistano tra i più precisini (e inquietanti) stra-amico di Troy, sua anima gemella, Shirley mamma all'università spinta dal suo integralismo cristiano e Annie, dolce quanto svampita secchiona...

Insomma un cast assolutamente senza senso che per questo fin da subito dà l'impressione d'essere tra i più azzeccati e coinvolgenti degli ultimi anni.

Il tutto condito dalla follia del regista Dan Harmon, capace di partorire anche promo di inizio stagione assolutamente esilaranti che fanno il verso (uno dei tanti sparsi nella produzione) ai colossal hollywoodiani.

Elemento unico della Serie? Di sicuro la capacità di questo Community di sfidare costantemente il politically correct risultando sempre satiricamente raffinato: ironizza sul colore della pelle, sull'omosessualità, sul maschilismo-femminismo, sulla religione, sulla politica, ma con un piglio assolutamente inclusivo, dando l'impressione costante di un "ridere con", piuttosto che di un semplicistico e offensivo "ridere di".

Approposito, menzione d'onore per il personaggio dell'ex professore di spagnolo Ben Chang, abitante dei condotti di aerazione della scuola e ad oggi (ri)assunto come responsabile della sicurezza interna del College: una vera mina vagante di bravura teatrale, ovviamente sempre al retrogusto nonsense.

Per il resto, complessivamente, la ricetta del successo di questa serie tv rimane sconosciuta a me e credo anche ai suoi milioni di fan a stelle e strisce... ma anche questo credo sia il bello di un prodotto tra i più innovativi che il mondo dei telefilm abbia mai prodotto.

Oh, ma allora è forse questo il motivo! 
Che sbadato... dimenticavo.

Riassunto: da-non-perdere.

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