sabato 25 febbraio 2012

Banlieue 13 – Ultimatum





Noi italiani non abbiamo le mezze misure, soprattutto cinematograficamente: o produciamo pellicole buone solo per fare botteghino a Natale, oppure film super mega impegnati per noiosissimi intenditori con la puzza sotto il naso.

Insomma, noi italici, o ci prendiamo poco seriamente o troppo, cosa che invece oltre oceano non è sempre la regola (leggasi fare carriera nel cinema potendo passare dal demenziale allo sparatutto ai prodotti più intimistici e poetici, senza aver paura di perdere portafoglio e curriculum).

Ma anche in Europa esistono Cinema capaci di rischiare, di fare cose differenti, controcorrente...

E questo Banlieue 13 – Ultimatum ne è un esempio: francese, immagini distorte di una periferia allo sbando, chiusa tra mura contenitive, divisa in bande tribali con poliziotti spaventati, politici corrotti e detective capaci di menare le mani con prodezze ginniche assolutamente da urlo.

Che poi, per dirla tutta, questo è solo il secondo capitolo di una serie che ha lanciato in Europa la mania di quella disciplina ginnica chiamata Parkour (il saltare gli ostacoli urbani, arrampicandosi con destrezza tra un tetto e un balcone), in questa pellicola magistralmente rappresentata (senza controfigure) dal protagonista, David Belle, fondatore-saetta del movimento di funamboli mondiali (e pensare che noi invece, al massimo, abbiamo Romanzo criminale...).

Sia nel primo capitolo che nel secondo, prodotti da Luc Besson (già regista di Nikita, Il quinto elemento, Giovanna d'Arco), c'è una società incapace di gestire il fenomeno balieue e che vorrebbe fare piazza pulita con delle belle bombe... e poi ci sono i protagonisti che credono invece in un futuro differente, fatto di regole e integrazione.

Ok ok, ammetto che la storia è un po' troppo gigiona, però è proprio il resto che salva e rialza un prodotto che in Italia, oltre a sognarcelo, passa solo attraverso un canale un po' più impavido come Rai4 (incredibile a fronte di tutta la spazzatura che passa sui canali principali in prima serata!).

Parliamo di un'ottima fotografia (degna discendente del noto 1997 Fuga da New York), parliamo di combattimenti dal gusto funambolico (la capacità del regista di far cadere i cattivi sulle parti del corpo più dolorose è da oscar), parliamo di una colonna sonora tamarra da vera periferia parigina che abbraccia ogni scena, che ci colloca al centro, che ci fa sentire parte.

Insomma, questo Banlieue 13 – Ultimatum (capitolo precedente incluso), sarà anche una pacchianata priva di ricercatezza e gusto artistico, ma è un prodotto coraggioso, alternativo alla tipica pellicola d'azione americana e che lascia trasparire la bravura d'oltralpe nel rischiare, nel buttarsi, senza aver troppa paura di fare figuracce.

Questi due film stanno al genere “azione” come Il favoloso mondo di Amélie al racconto d'amore...

Pacchianamente ispirato.
Pacchianamente stra-consigliato.




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