sabato 3 settembre 2011

Milano, un passato che c'è





Chi non abita in città non potrà capire... chi non sa come Milano si è trasformata negli ultimi trenta anni non coglierà il significato di quanto sto per dire... e per la verità da cittadino e da milanese faccio fatica anche io a raccontare una cosa che ho potuto vivere già in piena parabola discendente.

Prima dei call center etnici, prima dei centri massaggi cinesi, prima dei supermercati anche Milano era un groviglio di attività commerciali classiche, insomma quelle che anche nello sperduto paesino di campagna c'erano e oggi ancora un po' resistono.

Da una ristrutturazione di un negozio che per anni è stato un bar è affiorata un'insegna dipinta che racconta di un passato remoto per me emozionante e che si perde nella storia del mio quartiere.

"Latteria", voi direte che il nome non emoziona per nulla.



Beh, diciamo che già che l'insegna sia dipinta a mano significa essere al cospetto di una reliquia vintage d'altri tempi... se poi aggiungiamo che due giovani neosposini degli anni '70, diventati successivamente mio papà e mia mamma, comperavano ogni mattina il latte proprio lì, potete capire perchè il tutto parla della mia storia.

Ho un ricordo indelebile degli ultimi esercizi commerciali "classici" della mia via: ricordo il macellaio, ricordo il fruttivendolo/venditutto, ricordo l'affetto e la cortesia con il quale ti accoglievano come uno di famiglia, perchè infondo eri un loro vicino.

Questa insegna invece non la ricordo, ma la ricorda bene mia mamma... e questo mi emoziona, anche perchè penso che Milano debba riportare a sé i propri ricordi, oltre la necessaria fuga per i prezzi esorbitanti, oltre lo sconforto dello smog imperante, oltre la tristezza di un'immigrazione lasciata a sé stessa senza un reale tentativo di integrazione (reciproca).

Questa insegna vale oro, credetemi.
E' nel suo piccolo la Storia di Milano.
E in parte la mia storia.

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