domenica 10 aprile 2011

The Event: loro non sono noi




Il polpettone è un piatto frutto dell'intelligenza umana e come tutte le cose buone, alle volte, può funzionare anche fuori dal comparto culinario.

The Event è una serie tv in itinere (una dozzina di puntate sono già state trasmesse sul canale Joi di Mediaset Premium) con la particolarità, già sottolineata dalla stampa specializzata, di racchiudere in sé caratteristiche proprie di altre fiction sci-fi del passato prossimo, Lost, Flashfoward e Visitors su tutte.

Infatti c'è spazio per i segreti di stato con un pizzico di complottismo infarcito di misteri intricati da scoprire puntata dopo puntata: una popolazione di “non terrestri” rinchiusa da sessanta anni nelle prigioni segrete degli Stati Uniti d'America (localizzate in Alaska, Inostranka per la precisione), i loro compari “dormienti” disseminati tra la popolazione civile (in contrasto con la comunità reclusa, troppo remissiva secondo loro), una guerra diplomatica tra due razze e un'organizzazione senza scrupoli pronta a conoscere il segreto di questi alieni e della loro longevità (invecchiano infatti con un ritmo lumachino).

Di certo la trama, come già sottolineato in apertura, non è delle più fresche ed emozionanti, ma in un periodo di “fiction noia” questo The Event ci sta comunque tenendo discreta compagnia.

Quello che funziona è facile da individuare ed è tutto ciò che ruota attorno alla diplomazia che compone il trittico “politica a stelle e strisce”, “politica degli alieni reclusi” e “politica delle cellule dormienti”, il resto che sta intorno, compresa la storia d'amore di quelli che dovrebbero essere i due giovani protagonisti, annoia come una domenica pomeriggio di pioggia (senza citare il protagonista maschio, dalla faccia spiccatamente antipatica).

Insomma, per ora (quando scrivo sono state pubblicate 13 puntate su 22 della prima stagione), questo The Event non fa strappare i capelli di certo, ma può essere un buon diversivo per passare quaranta minuti davanti ad un prodotto sci-fi di buona fattura, senza pretendere di trovare la fiction del secolo, ovviamente.

Fa, per ora, il suo dovere.
Un polpettone da assaggiare insomma.


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